Il Tai Chi non è una terapia. È di più
Tai Chi, Qi Gong, equilibrio e presenza nel Parkinson.
Per chi è pensato
Per insegnanti di Tai Chi e Qi Gong, operatori e professionisti del movimento che desiderano avvicinarsi al Parkinson in modo serio e responsabile.
Perché averlo
Perché una pratica lenta non è automaticamente semplice o sicura: servono conoscenza della malattia, capacità di adattamento e lavoro dentro una rete professionale.
Indice
Perché un operatore deve conoscere il Parkinson · Capire la malattia · I sintomi motori osservabili in sala · I sintomi non motori, la cognizione e la comunicazione · I farmaci e il ritmo della giornata · La persona, la famiglia e il caregiver · Le risorse non farmacologiche e il posto dell’esercizio · Automatismi, cue, apprendimento motorio e doppio compito · Nomi, origini e identità delle discipline · Stili, forme, sistemi e fedeltà al protocollo · Qi, meridiani e linguaggio tradizionale · Peso, asse, centro e radicamento · Lentezza, continuità e respiro · La forma non è il fine: adattamento e gruppo · Equilibrio dinamico, postura e paura di cadere · Cammino, passaggi, rotazioni e freezing · Attenzione, segnali esterni, feedback e apprendimento · Percezione corporea, regolazione e partecipazione · Come leggere la ricerca: metodo, dose e fedeltà dell’intervento · Evidenze internazionali: Tai Chi, Qi Gong, limiti e affermazioni difendibili · Profilo e competenze dell’operatore · Le informazioni iniziali e l’invio alla rete · Preparare lo spazio e organizzare il gruppo · Segnali di allarme, incidenti e interruzione della sessione · Persone diverse, bisogni diversi · Caregiver, équipe e comunicazione · Etica, documentazione e linguaggio pubblico · Progettare un percorso senza ridurlo a una sequenza · La struttura teorica di una sessione · Progressione, continuità e aderenza · Seduto, in piedi e con appoggio · Tai Chi e Qi Gong dentro un programma di esercizio completo · Il corso in presenza e la comunità di pratica